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andate al mare!

Cremonesi, invece di stare in coda per firmare la richiesta di un referendum che non si farà, andate al mare.

Con il referendum proposto da Unione Popolare per abbassare le indennità dei parlamentari si è toccato l'apice del qualunquismo che caratterizza la ventata di antipolitica che pare abbia invaso il Paese.

I socialisti concordano sul fatto che debbano essere estirpati quei privilegi che hanno reso tanto odiosa la classe politica, ma ritengono il mezzo referendario una enorme bufala.

Le firme che i contribuenti stanno apponendo non serviranno ad indire nessun referendum, poiché la Legge 352/70 impone che le firme necessarie vengano depositate almeno un anno prima delle elezioni politiche o almeno sei mesi dopo le stesse.

Finendo la legislatura nell'aprile prossimo, le firme saranno inutilmente depositate, se non per rimpinguare le tasche di chi ha indetto il referendum stesso; infatti forse i cittadini non sanno che se anche il referendum non si farà (e questa è cosa certa) il movimento che lo ha indetto percepirà un contributo di 0,52 centesimi per ogni firma depositata, e le firme  saranno ben più di 500.000 visto l'andazzo.

Il risultato di tanto caos estivo sul referendum taglia casta sarà pertanto che la fantomatica Unione Popolare depositerà le firme ritenendole legittimamente raccolte, il referndum non si farà, e intascherà tra il lusco ed il brusco almeno 250.000 euro alla faccia degli sprechi.

Cari cremonesi, non seguite le sirene mistificatrici di una società troppo spesso incivile, capisco sia difficile crederci, ma la Politica, rinnovata nei suoi equilibri di coalizione, sarà la sola in grado di riformarsi razionalmente. Almeno me lo auguro!

Paolo Carletti  PSI Cremona

CAMPAGNA ADESIONI 2012

Caro/a compagno,

In questi anni è stata dura, ma il Partito ce l’ha fatta, siamo ancora in piedi, più dritti che mai e con l’entusiasmo di chi capisce che i tempi stanno maturando.
A livello nazionale, sulla scia della vittoria socialista in Francia, sta prendendo forma quell’alleanza democratica e socialista che il PSI rilancia da tempo.
A livello locale il Partito ha avuto nelle scorse amministrative un’ottima affermazione nel centro e nel sud del Paese, con punte ben oltre il 10% come a Carrara, al nord dobbiamo scontare la scomparsa dell’organizzazione sul territorio che deve essere faticosamente recuperata ma i risultati delle liste PSI hanno ovunque almeno raddoppiato i consensi rispetto alle precedenti elezioni.
Ora serve l’aiuto di tutti i compagni per ridare vita al Partito e ridare il giusto slancio alle proposte socialiste libertarie e per questo Ti invito a dare la Tua adesione alla campagna di tesseramento per il 2012.
Convinto di poter contare anche sul Tuo coraggioso contributo per far sentire squillante l’eco del popolo socialista, ti abbraccio calorosamente e ti mando i miei più fraterni saluti.

Due parole sulla responsabilità civile dei magistrati.

contributo del compagno

avv. Paolo Carletti  

Anzitutto vediamo di non cadere in un semplicistico equivoco secondo il quale " se deve pagare un imbianchino che sbaglia ad imbiancare, è logico che debba pagare anche un giudice che sbaglia a giudicare".
Non sfuggirà a nessuno che la funzione sociale del giudicante è del tutto differente da quella di qualunque altra professione, al punto che comporta obblighi di disinteressata terzietà e sobrietà che si estendono a tutti i comportamenti di vita quotidiana e limitazioni di esternazione del proprio ego senza uguali.

Il PSI da tempo auspica l'introduzione di forme di responsabilità civile dei magistrati, la cosa, in linea di principio, è sacrosanta, ma in ambito giuridico è necessario, forse più che altrove, porre attenzione alle ripercussioni ed alle conseguenze di ogni modifica dell'ordinamento.


Se qualcuno pensa che esercitare l'azione di responsabilità professionale nei confronti di un magistrato possa costare come una separazione non conosce il mondo giuridico; il costo dell'azione rischierebbe di essere a dir poco esorbitante per una serie di ragioni:  il valore della causa, l'organo decidente, la difficoltà della prova, il prestigio della controparte ecc. ecc. e pertanto tale azione sarebbe fruibile soltanto da quella parte che  abbia il fiato (termine tecnico per indicare il vil denaro) per sostenere una pericolosa e sconosciuta maratona giuridica.

Or bene, sapendo che in un processo civile ci sono  due parti, delle quali una magari molto più facoltosa dell'altra, siamo certi di volere essere giudicati da un magistrato che sa già quale delle due parti potrà azionare una costosissima azione di responsabilità nei suoi confronti?

Pensiamo davvero sia una conquista di civiltà permettere ai milionari di piazzare sul capo dei magistrati la spada di Damocle dell'azione di responsabilità professionale? pensiamoci cari compagni, perché è cosa nota che le porte della giustizia sono aperte a tutti, esattamente come quelle in cristallo dell'Hotel Hilton!